Rimpasto Bucci, “staffetta” in aula: Sandro Garibaldi torna in Regione con la Lega e avverte, “riparto con nuovo slancio”

Cambio tra i banchi del consiglio regionale: Sandro Garibaldi entra in aula per la Lega al posto di Alessio Piana, dimessosi dopo la nomina ad assessore regionale nella giunta guidata dal presidente Marco Bucci. Il neo consigliere rivendica “un grande onore” e promette impegno per il territorio insieme a Lega e centrodestra
Un ritorno che vale doppio: per la Lega, che ritrova un volto già rodato nei meccanismi regionali, e per Sandro Garibaldi, che rientra in consiglio regionale dopo aver “interrotto” la sua esperienza in Regione. La giornata di oggi, 27 gennaio, segna infatti il suo ingresso ufficiale in aula come nuovo consigliere regionale: Garibaldi subentra ad Alessio Piana, che ha lasciato il seggio in seguito alla nomina ad assessore regionale nella giunta guidata dal presidente Marco Bucci.

“È un grande onore”: le prime parole in aula e i ringraziamenti “politici”
Appena insediato, Garibaldi ha scelto un messaggio di continuità e rilancio, con toni da ripartenza e obiettivo dichiarato: lavorare “con nuovo slancio” insieme alla squadra del centrodestra.
“È un grande onore per me riprendere, con nuovo slancio, il lavoro che avevo interrotto in Regione Liguria. Continuerò a impegnarmi a favore del nostro territorio insieme ai colleghi della Lega e del centrodestra: una squadra forte e vincente per lo sviluppo della nostra regione”.
Nel passaggio successivo, Garibaldi lega esplicitamente il suo rientro alla filiera interna del partito e al cambio in giunta: ringrazia il segretario ligure della Lega e viceministro, e saluta lo stesso Piana, da cui eredita il seggio.
“Ringrazio il segretario della Lega Liguria e viceministro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi e il vicesegretario Alessio Piana, al quale sono subentrato perché si è dimesso da consigliere in quanto nominato nuovo assessore regionale dal presidente Marco Bucci”.

Perché è cambiato tutto: l’effetto domino del rimpasto
La “staffetta” in consiglio regionale è l’effetto diretto del riassetto della giunta. Con la nomina di nuovi assessori, chi entra nell’esecutivo lascia l’aula: è la dinamica che, in queste ore, ha portato alle dimissioni da consigliere regionale di Alessio Piana e al conseguente subentro di Garibaldi, indicato come primo dei non eletti della Lega nel bacino della provincia di Genova.
Chi è Sandro Garibaldi: un profilo politico già “regionale”
Sandro Garibaldi non è un volto nuovo per la politica locale e regionale. Il suo curriculum istituzionale è legato soprattutto al Tigullio e alla fascia del levante genovese, con incarichi amministrativi e una precedente esperienza in consiglio regionale.
Nel dettaglio, Garibaldi è stato:
- vice sindaco e assessore al Comune di Chiavari dal 2012 al 2017;
- consigliere comunale a Chiavari dal 2017 al 2022;
- consigliere regionale della Liguria dal 2020 al 2024, con l’incarico di presidente della terza commissione regionale Attività produttive dal 2023 al 2024;
- consigliere comunale a Leivi dal 2024 a oggi.
Un profilo, quindi, che rientra in aula con un vantaggio evidente: conosce già tempi, dossier e “geografia” dei temi che in Regione pesano di più, soprattutto quando si parla di sviluppo economico, lavoro e territorio.
L’asse con Piana e il tema della continuità
Il rapporto politico con Alessio Piana, che lascia l’aula per entrare in giunta, resta uno snodo centrale anche nelle prossime settimane: Garibaldi ha più volte legato il suo ritorno all’idea di continuità con il lavoro avviato prima del cambio di ruolo del collega. E, in un precedente passaggio istituzionale, aveva già rivendicato l’impegno “in continuità” con Piana, dichiarando: “Lavorerò in continuità con il mio predecessore Alessio Piana e resterò sempre a disposizione del territorio”.
Cosa cambia adesso: l’aula e la partita delle priorità
L’ingresso di Garibaldi riapre, di fatto, una fase operativa: l’assestamento degli equilibri dopo il rimpasto e la traduzione politica delle nuove deleghe in giunta. In altre parole, dopo la formalità del subentro, arriva il nodo che interessa davvero territori e categorie: quali priorità verranno portate in aula e con che accelerazione su dossier economici, infrastrutture e servizi.
Garibaldi, nel suo primo intervento pubblico da consigliere, ha scelto la formula della “squadra forte e vincente” e del lavoro per “lo sviluppo della regione”. La verifica, come sempre, sarà nelle prossime sedute: interrogazioni, atti, iniziative e il peso che il gruppo della Lega deciderà di imprimere alle scelte della nuova fase regionale.
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